Per quanto tempo conservare i dati di monitoraggio

«Conservare tutto per sicurezza» è l’impostazione predefinita nella maggior parte dei progetti di monitoraggio, e il modo più semplice per fallire un audit. La conservazione è una decisione, non un’impostazione di archiviazione.

Punto di partenza per tipo di dato

  • Tempo di lavoro (accesso, attivo, inattivo): un ciclo di payroll più il termine legale per le rivendicazioni salariali.
  • Uso di applicazioni e web: 30-90 giorni in dettaglio; gli aggregati possono restare più a lungo.
  • Conteggio delle battute: 30 giorni; serve solo all’andamento.
  • Schermate: 14-30 giorni, salvo indagine in corso.
  • Trasferimenti di file e USB: 90-180 giorni.
  • Registri di accesso (chi ha visto cosa): un anno.

Tre regole che reggono

  1. Applicare nel sistema, non in una policy. Se la cancellazione dipende da qualcuno che se ne ricorda, non avviene.
  2. Separare il legal hold dalla routine. Un’indagine aperta va esclusa esplicitamente, con un responsabile e una data di chiusura.
  3. Scrivere il motivo accanto al numero. «90 giorni perché le contestazioni sui file emergono entro un trimestre» sopravvive a un cambio di direzione; «90 giorni perché era il default» no.

E va detto nell’informativa: «le schermate vengono cancellate dopo 30 giorni» è un dato valutabile, che riduce il sospetto.

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